107° corso commissari della Polizia di Stato . Si risolvano le questioni aperte con i correttivi al riordino

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AL SIG. VICE CAPO DELLA POLIZIA
CON FUNZIONI DI COORDINAMENTO E PIANIFICAZIONE
Prefetto Alessandra Guidi
Roma

107° corso commissari della Polizia di Stato.
Si risolvano le questioni aperte con i correttivi al riordino

Con la nota n. 335/18 S.N. del 02 maggio 2018 diretta al Sig. Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, avevamo esposto alcune problematiche riguardanti le fasi applicative del Decreto Legislativo n. 95/2017 che presentavano
elementi di criticità per il 107° corso commissari.
Avevamo evidenziato in quella circostanza come il mancato avvio del corso, a seguito della chiusura delle procedure
concorsuali nel febbraio 2017, avesse creato una sperequazione ai danni dei funzionari del 107° corso rispetto ai loro predecessori nella progressione di carriera, oltre a creare un vuoto temporale rispetto al corso precedente, compromettendo la cadenza annuale di immissione sul territorio di nuovi funzionari.

Venivano evidenziate le conseguenti problematiche di raccordo con il nascente ruolo direttivo ad esaurimento, i cui commissari già nominati sono comunque preceduti in ruolo da tutti i loro pari qualifica del 107° corso che è tutt’ora in atto.

Tali questioni sono state segnalate anche alla suddetta Struttura di Missione per l’attuazione del riordino delle carriere, in modo particolare la problematica relativa all’applicazione per il citato corso del nuovo decreto ministeriale relativo alle modalità di svolgimento dei corsi della carriera dei funzionari del 23 marzo 2018.

Nonostante le rassicurazioni ricevute, abbiamo avuto modo di constatare che le norme transitorie del citato decreto
ministeriale si sono limitate ad escludere i funzionari del 107° corso dal tirocinio biennale dopo il periodo di formazione, mentre applica agli stessi tutte le nuove modalità di svolgimento del ciclo formativo compreso un nuovo criterio peggiorativo di assegnazione.

Nel corso degli incontri con la Struttura di Missione abbiamo inoltre appreso che sarebbe allo studio una ipotesi di chiusura anticipata del suddetto corso entro la fine di marzo 2019, da attuare attraverso una modifica normativa da presentare con gli imminenti correttivi al riordino delle carriere.

Secondo tale ipotesi di dispositivo i predetti funzionari dovrebbero concludere il ciclo formativo presso la Scuola
Superiore di Polizia entro la fine di marzo 2019, dopo aver superato l’esame finale con la conferma nella qualifica di
commissario; quindi gli stessi dovrebbero essere inviati nelle provincie di assegnazione in base all’ordine della graduatoria finale per svolgere un periodo di tirocinio di circa cinque mesi, al termine del quale, previa relazione favorevole del Dirigente dell’Ufficio, essere nominati Commissario Capo e riassegnati nell’ambito della stessa provincia.

In pratica per costoro l’Amministrazione avrebbe intenzione di stravolgere l’art. 4 del decreto legislativo n. 334/2000, il
cui emendamento ad opera del decreto legislativo n.95/2017 già non troverebbe applicazione ai frequentatori del 107° corso (vista la non previsione del tirocinio biennale per questi ultimi), addirittura prevedendo una conferma nella qualifica di Commissario all’esito dell’esame finale in luogo di quella di Commissario Capo!

Di fatto si invierebbero nelle sedi di destinazione dei funzionari del ruolo ordinario con una qualifica che il riordino delle carriere ha previsto unicamente per il ruolo direttivo ad esaurimento e per l’accesso mediante concorso interno, ma non per il concorso pubblico che prevede la nomina di Commissario Capo a conclusione del ciclo formativo.
Con l’assurda conseguenza che i commissari del 107° corso si troverebbero in tirocinio ed allo stesso tempo superiori gerarchici di altri commissari del ruolo direttivo ad esaurimento nel pieno delle loro funzioni!

A tal proposito l’art 24 del decreto in questione parla chiaro, infatti recita testualmente: “I concorsi già banditi alla data di entrata in vigore del presente decreto per il reclutamento di personale nei ruoli delle amministrazioni di cui al presente decreto sono espletati secondo le procedure vigenti in data anteriore a quella di entrata in vigore del presente decreto e i vincitori conseguono la nomina secondo le disposizioni vigenti prima di quest’ultima data. Gli stessi precedono in ruolo i vincitori dei concorsi previsti dal presente decreto e sono iscritti in ruolo con decorrenza giuridica almeno dal giorno precedente.”

Tra le altre cose l’Amministrazione vorrebbe assegnare i predetti per ben due volte, la prima per il tirocinio di circa cinque mesi e la seconda al termine dello stesso. Questa ipotesi non è affatto condivisibile, anche perché giova ricordare che il suddetto corso di formazione è composto da due distinti concorsi, uno pubblico ed uno interno. Sarebbe impensabile pretendere una doppia assegnazione a distanza di pochi mesi per i vincitori di un concorso interno, già penalizzati dal fatto di non rientrare nelle sede di appartenenza.

In virtù di quanto esposto, riteniamo debba essere inserita una norma transitoria che preveda la fine del corso entro marzo 2019, con il conseguimento della qualifica di Commissario Capo, così come avvenuto per il 106° corso che ha concluso il proprio percorso nel dicembre 2017, in anticipo di due mesi. Anche perché uno dei suddetti cinque mesi sarebbe stato comunque di sospensione dell’attività didattica. In alternativa prevedere, in sintonia con quanto riportato dal nuovo art.4 del decreto legislativo 334/2000, un tirocinio di cinque mesi con la qualifica di Commissario Capo che preveda la conferma al termine dello stesso, previa valutazione positiva del Dirigente dell’Ufficio.

Quanto proposto dal COISP avrebbe un costo contenuto in quanto la differenza di parametro stipendiale e dell’indennità pensionabile tra le due qualifiche direttive è minima, anche in considerazione del numero dei frequentatori.

Ciò consentirebbe inoltre agli stessi di raggiungere le sedi di destinazione, che dovranno essere quelle definitive, senza la previsione di una illegittima doppia assegnazione, recuperando in parte il tempo perduto per il mancato avvio del corso di formazione, avvenuto ben otto mesi dopo la pubblicazione delle graduatorie, in virtù di un paventato progetto di rinnovamento già messo in discussione a distanza di pochi mesi.

Si coglie inoltre l’occasione per ribadire quanto già rappresentato nella nota diretta al Signor Capo della Polizia: i commissari del 107° corso devono godere delle medesime tutele riservate ai loro colleghi dei corsi precedenti, in quanto come questi ultimi rientrano nella piena fase transitoria poiché già funzionari al 31 dicembre 2017.

Quanto previsto dal decreto di riordino deve essere messo in atto a regime e non per i corsi già in essere, ragione per la quale eventuali norme transitorie devono essere favorevoli e non peggiorative come sarebbe quella che l’ Amministrazione avrebbe intenzione di proporre.
Confidiamo nel fatto che la S.V. possa prendere in considerazione e vagliare attentamente le criticità che creano i provvedimenti in parola sui funzionari del 107° corso, auspicando una soluzione definitiva che tuteli i predetti commissari ed a tal proposito i correttivi al riordino ne costituiscono una opportunità unica.

Con sincera e profonda stima

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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